Il lotta per i diritti e per la dignita’ calpestata

sbmOramai è diventato un agire comune, chissà magari studiato a tavolino fra i legali delle varie associazioni datoriali: NON RISPETTARE LE SENTENZE DEI GIUDICI DEL LAVORO CHE CONDANNANO LE DITTE IN FAVORE DEI LAVORATORI!
Dopo i fatti della GLAS VETRO (ex FORTGLAS) di Trento, condannata con ordinanza immediatamente esecutiva dal Tribunale a reintegrare sei operai ingiustamente licenziati ed a pagare loro tutte le retribuzioni arretrate ed i loro contributi all’INPS ma rimasta “carta straccia”, ora è la volta della S.A.E. Servizi Autotrasporti Europei, sempre di Trento.
Lo scorso 23 agosto 2014 la ditta di Alfredo Bonetti, “fuggita” in Romania per maggiori profitti, è stata condannata a reintegrare un autista di automezzi pesanti ed a pagargli tutte le retribuzioni dall’ingiusto recesso sino alla data di effettiva reintegrazione. Da quella data il conducente licenziato aspetta di essere rimesso al lavoro “nel posto … e nelle mansioni svolte prima del licenziamento” stesso e ancora deve ricevere le “retribuzioni globali di fatto dalla data [del recesso] fino alla effettiva reintegra, con interessi legali e rivalutazione monetaria, oltre al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali” (Tribunale di Trento, ordinanza).
L’impresa di autotrasporti internazionale lo vorrebbe invece scaricarlo sull’INPS (che, a suo dire, gli dovrebbe pagare l’indennità di cassa integrazione) per la condanna economica e mandarlo a lavorare, a rotazione, al terminal di Verona. Tutto questo perché, si legge nella nota della ditta, il titolare “ritiene ingiusta l’ordinanza ed ha quindi proposto giudizio in opposizione” e perché sarebbe impossibile “collocare il dipendente nelle mansioni svolte prima del licenziamento” per sopraggiunti accordi sindacali (guarda caso solo con CGIL, CISL, UIL), di cui il lavoratore non è stato informato compiutamente e che comunque ha disconosciuto appena venutone a conoscenza perché non associato ad alcuna di quelle sigle.
L’autista licenziato oggi pomeriggio si è presentato dai Carabinieri a denunciare l’imprenditore per il reato previsto dall’articolo 388 del Codice Penale, ovvero per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Infatti non è possibile tollerare che, in nome del “dio” profitto (unica entità molto “fisica” che importi ai “padroni”), si metta in discussione la vita e la dignità dei lavoratori e si deridano le decisioni di un potere costituzionale della Repubblica Italiana, quello giudiziario.
Ovviamente non si tratta di un singolo episodio. Già in precedenza altre ditte trentine hanno adottato lo stesso sistema.
E’ di alcune settimane fa, la manifestazione organizzata da questo sindacato sotto la villa di Giancarlo LAPIANA (titolare dell’omonima ditta, ora posta in liquidazione sotto il nome di META SRL) per chiedere il pagamento di somme arretrate dovute in costanza di rapporto di lavoro, così come stabilito da una sentenza del Tribunale di Trento del gennaio u.s.
E non è finita. Anche la TAXIBUS Srl di Trento, salita alla ribalta delle cronache per varie irregolarità sui mezzi e sull’impiego del proprio personale, non ottempera agli accordi giudiziali frutto di cause di lavoro presentate avanti il Tribunale di Trento.
E poi la GLAS VETRO (già FORTGLAS), la nota azienda di produzione dei vetri speciali (forniti anche per la costruzione del quartiere delle Albere, progettato da Renzo Piano), che dal 17 aprile 2014 (data di emissione dell’ordinanza giudiziale) non reintegra i lavoratori illegittimamente licenziati, tutti o quasi padri di famiglia e dal 7 novembre p.v. senza neanche ammortizzatori sociali.
I nominativi delle ditte provinciali che si comportano in spregio delle decisioni di giustizia potrebbero continuare all’infinito: la ditta BONORA ORTOFRUTTA del basso Sarca, ila CORRIERE ROSA Snc di Ala, ila TECNOSYSTEM di Ravina, la MARTINELLI TRASPORTI Srl (sempre di Ala, che si è vista pignorate le fatture dei clienti ed è stata costretta a pagare). Ma anche esercizi commerciali come il ristorante LO SCOGLIO di Trento.
Venerdì 7 novembre davanti alla sede della FORTGLAS si è svolta l’ennesima manifestazione di protesta davanti ai cancelli. Una dura protesta di operai esasperati da mesi di attesa ed procedure cautelari di natura giudiziaria tutte eluse dalla direzione aziendale. Il Prefetto, la Questura, il Comando Provinciale dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, ma anche il potere politico (in particolare l’assessore OLIVI) e quello giudiziario (la Procura della Repubblica) sono già state avvisate: prima che la mancata applicazione delle sentenze gettino lavoratori beneficiari e loro famiglie alla fame e diventino un problema di ordine pubblico anche in Trentino, questo Sindacato avvierà una forte battaglia sociale, con proteste anche eclatanti.
Venerdì durante la manifestazione e sotto la pioggia battente il titolare dell’impresa è stato fermato al suo ingresso in fabbrica e gli operai presenti hanno avuto con lui un confronto, coadiuvati dai sindacalisti e gli altri lavoratori.
L’amministratore della Glas Vetro Srl si è impegnato a convocare un incontro nei primi giorni della prossima settimana per ricercare un accordo definitivo in merito a questa vertenza che oramai vede impegnati i licenziati in una lotta che dura da due anni, con scioperi, presidi, blocco delle attività, cause di lavoro, procedimenti penali. Il titolare ha dichiarato la sua disponibilità a reintegrare alcuni degli operai licenziati ed a retribuire parte degli arretrati economici.
L’avvio della trattativa ha indotto tutti stamattina a togliere il presidio sindacale. La lotta passa alla fase negoziale, pronta a ripartire sempre più tenace se i prossimi incontri non saranno soddisfacenti.

Sindacato di Base Multicategoriale

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