Il 15 ottobre indignati in piazza

Un’assemblea piena di ragazzi e ragazze, il programma di una mobilitazione per i beni comuni, per lo stato sociale, per il lavoro: per cambiare la politica e soprattutto questa classe politica. Non sembrava neanche di stare nella depressa Italia, ieri, all’ex cinema Palazzo occupato di San Lorenzo. Gli «indignati» infatti, e cioè i movimenti, gli studenti e i ricercatori, gli attori e tecnici del Teatro Valle, la Fiom, politici moderni e sburocratizzati come Luigi De Magistris hanno un programma ambizioso: ridare ossigeno al nostro Paese ribaltando la logica della crisi e del debito, che dovrebbe farci digerire tutti i tagli, e ripartire per una vera alternativa. Non solo far cadere Berlusconi, ma costruire un futuro a partire dalle esperienze dell’ultimo anno: dalla manifestazione Fiom del 16 ottobre 2010 a quelle degli studenti e delle donne contro gli orrori dell’«utilizzatore finale», fino alle ultime amministrative e ai referendum. Un magma vivo e appassionato, variegato ma unito, che in Italia si raccoglierà il prossimo 15 ottobre, per una grande manifestazione a Roma.
Posta così, come tante cose a sinistra, potrebbe sembrare anche il festival delle utopie, ma non a caso gli organizzatori dell’assemblea di ieri hanno voluto ancorare le prossime mobilitazioni, a partire da quella del 15 ottobre, a quanto di più concreto e positivo abbiamo oggi in Italia, la Fiom appunto, con i suoi operai quotidianamente in lotta con la crisi, la Fiat e le altre imprese, e l’esperienza – difficilissima ma entusiasmante – di un amministratore come De Magistris, che in una realtà dura come Napoli tutto può tranne che fermarsi a sognare. «I partiti di oggi nun c’a fannu», dice tra gli applausi il sindaco di Napoli, auspicando una nuova politica che peschi dai cittadini e dai movimenti la linfa per l’azione. E Maurizio Landini, il segretario della Fiom, dice che «c’è un attacco senza precedenti al lavoro e alla democrazia», e che «se la Fiom sarà in piazza con i movimenti per cambiare la politica, gli studenti e i precari devono sostenere gli operai nella loro battaglia per il contratto nazionale e per la cancellazione dell’articolo 8, perché la minaccia all’articolo 18 e la derogabilità dei contratti e delle leggi è una minaccia per tutti»………….

Da Il Manifesto

Leggi la mozione conclusiva dell’assembela di sabato 24 settembre

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *