G.P.I.: Ingordigia e rispetto

cup1Mentre sui giornali si assiste alla rassegna dell’ingordigia rappresentata in questi giorni non solo dalla casta dei politici, che si oppone alla limatura dei suoi privilegi, ma anche da quella ben più nutrita dei dirigenti pubblici (medici inclusi) che lamentano ritocchi a emolumenti 7, 8 (quando non 10) volte superiori al reddito medio dei lavoratori trentini, l’azienda vincitrice dell’appalto per la Gestione delle informazioni, prenotazioni e di attività amministrative dell’APSS (in breve, il CUP) sembra abbia deciso unilaterlamente la disdetta del CCNL applicato ai propri dipendenti (quello dei metalmeccanici, tradizionalmente utilizzato in Italia, da Olivetti in poi) passando, dal 1 gennaio 2015 al contratto delle pulizie.
A parte che risulta piuttosto singolare che alle professionalità necessarie per gestire un lavoro di complessa interfaccia con il sistema sanitario provinciale sia razionalmente ipotizzabile l’applicazione del contratto degli addetti alle pulizie, è evidente che la Provincia non potrà sottrarsi dall’intervenire in maniera chiara per intimare, se le verifiche dovessero confermare le intenzioni, il rispetto del Capitolato relativo all’appalto che all’articolo 3 chiarisce, senza margini di interpretazione che “anche in corso di esecuzione” il CCNL preso a riferimento è quello “per i dipendenti da imprese metalmeccaniche”.
Considerato che l’azienda in questione è anche la prima (febbraio 2014) ad essere stata sostenuta dal fondo di sviluppo regionale tramite PensPlan Invest, in data odierna il M5S ha depositato un’interrogazione per chiedere l’effettuazione dei necessari approfondimenti e, se del caso, provvedere con la rilevazione delle possibili inadempienze contrattuali.
Il M5S vigilerà perché la situazione sia riportata tempestivamente lungo binari corretti sia dal punto di vista del diritto che da quello dell’equità e del rispetto per i lavoratori e le lavoratrici.
Filippo Degasperi, Riccardo Fraccaro
MoVimento 5 Stelle

Un commento

  • antonio

    Alla solidarietà per i lavoratori e lavoratrici, si aggiunga il mio altissimo disprezzo per tutti quei politici che hanno fatto ricorso per avere tutto il maloppo tolto alle casse pubbliche. Questi signori e signore non solo offendono e mortificano tutti gli altri che con fatica “tirano a campare”, ma anche mostrano il loro vero volto di usurai e strozzini in barba alla loro falsa e presunta vocazione di politici.
    Chiederei ai valenti 5 stelle di farsene promotori di questa mia protesta e di farsi promotori di un’iniziativa pubblica che alla denuncia di tale arrogante e vergognosa iniziativa porti ad una riflessione generalizzata sull’assurdità degli alti compensi, dai politici ai dirigentri tutti, a suffragio del rispetto di chi arranca con 1000 euro al mese e anche meno.
    antonio marchi

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