Ente Bilaterale e contrattazione

Una polemica che ha visto riesplodere lo scontro tra il segretario della Filcams (la categoria del commercio ) Roland Caramelle ed il segretario della Cgil Paolo Burli.
Senza voler fare l’avvocato difensore di nessuno devo dire che leggendo la risposta di Burli sono rimasto basito dalla sua supponenza la quale credo meriti alcune considerazioni di merito.
In primis Burli dovrebbe spiegare, quando ha sottoscritto l’accordo per la costituzione dell’ente bilaterale della cooperazione, dov’erano “le priorità assolute..” per “.. la costituzione e la piena operatività“ dell’EBU del settore terziario che, ricordo, comprende anche la cooperazione.
Infatti resto convinto che quella firma non risponde alle esigenze dei lavoratori e di unificazione del terziario ma ad obiettivi di carattere politico per cercare di isolare una Filcams indisponibile ad assecondare le operazioni di palazzo.
Fatte presente queste “piccole” incoerenze ritengo la risposta di Burli a Caramelle pretestuosa e dettata dalla non completa conoscenza dell’intero percorso che in questi ultimi due anni ha fatto la discussione sull’EBU.
Burli parla di “dare risposte e soluzioni alle difficoltà occupazionali” del settore e dimentica, nella foga della risposta, che queste risposte non dipendono dall’ente unico ma dagli statuti dei vari enti che sono stati definiti nei contratti nazionali.
Quindi per poter utilizzare le risorse per gli ammortizzatori basta la volontà della parti di adeguare gli statuti alle nuove esigenze senza ulteriori complicazioni e senza dimenticare che le risorse degli Enti bilaterali sono soldi dei lavoratori, conteggiati nei costi contrattuali, destinati alla formazione ed all’integrazione del salario in caso di ristrutturazioni degli alberghi o per eventi naturali di carattere eccezionale.
A proposito di ammortizzatori non capisco perché i lavoratori del terziario (commercio e turismo) devono pagarsi loro, anziché le aziende come avviene per tutti gli altri lavoratori ?
Sono forse lavoratori e lavoratrici di serie B?
E’ alquanto preoccupante se un sindacato che si arroga la rappresentanza del mondo del lavoro, non si preoccupi di cosa pensano delegati e lavoratori interessati e non si ponga il problema di unificare trattamenti e costi per lavoratori e aziende.
Non solo ma ricordo a Burli, ma anche ad altri sindacati e sindacalisti, che il terziario comprende il settore del commercio (compresa la cooperazione), il turismo ed i servizi. Dico questo perché ancora nella primavera del 2010 la Filcams propose di cogliere l’occasione dell’unificazione dei tre enti (ebter, ebtt e enbit) per coinvolgere anche i lavoratori dei servizi (pulizie, colf e badanti, vigilanza, studi professionali, ecc) che, a causa dei bassi numeri a livello trentino, non possono avere un proprio ente bilaterale. A mi è dato a sapere il perché la proposta sia stata respinta senza una valida motivazione.
Davanti a questo rifiuto appare legittimo il sospetto che l’operazione dell’ente unico rispondesse più a esigenze politiche (utilizzo delle risorse da parte della PAT?) che agli interessi di lavoratori e lavoratrici del terziario.
In ultima, ma non per importanza, vorrei ricordare a Burli, che la Filcams ha sempre sostenuto che l’EBU dovesse andare a pari passo con la definizione del contratto provinciale del commercio e del turismo. (scelta confermata in un protocollo)
Un dettaglio che UCT e la Confederazione hanno volutamente ignorato e per questo mi chiedo se Burli abbia relegato la contrattazione sindacale negli archivi del ‘900. E se questa amnesia può essere classificata come incoerenza per l’UCT per un segretario della Cgil non è solo una grave mancanza politica ma l’assenza di quella solidarietà, che dovrebbe essere nel DNA della Cgil, nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici che dal 1987 lottano fra mille difficoltà, per il rinnovo del contratto provinciale che riconosca loro almeno lo stesso trattamento dei loro colleghi di Bolzano.
Alla luce di quanto sopra la presa di posizione di Burli appare inaccettabile e mi chiedo se il segretario della Cgil sia pienamente consapevole che L’UCT ha disdetto la contrattazione provinciale e non ha ancora accantonato la scelta di estromettere la Filcams dal tavolo contrattuale; che le sua forzatura per l’elezione del presidente e vicepresidente dell’EBTER negando nei fatti i principi fondanti della bilateralità affonderebbe definitivamente ogni possibilità di funzionamento degli enti.
Ezio Casagranda

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