Draghi e Brunetta, inflessibili ma baby (pensionati)

In questi giorni si parla di aumentare l’età pensionabile e della necessità di assumere scelte rigorose in materia previdenziale (taglio alle pensioni di invalidità, ecc). Trai grandi sostenitori di queste tesi troviamo Brunetta e Draghi che si fanno paladini del taglio alle pensioni e del rigore. Due dei tanti, anzi troppi personaggi della nostra politica  (vedi Amato, eccc) che godono di laute pensioni beby.
Sono i cosidetti RIGORISTI ma sono sostanzialemnte la vergogna morale dell’Italia.
Di seguito riportiamo un’articolo pubblicato da IL MANIFESTO del 10 agosto 2011.
Ezio Casagranda
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Doppio prestigio, mezzo stipendio. È quello che capiterà a Mario Draghi quando a novembre assumerà l’incarico di presidente della Banca centrale europea al posto al francese Jean Claude Trichet. A Francoforte Draghi guadagnerà 350mila euro, mentre il suo stipendio da governatore della Banca d’Italia era di 757.714 euro. L’informazione è ricavata dal libro «Altre sanguisughe, l’Italia derubata», uscito recentemente per Aliberti. L’autore è Salvatore Cannavò, ex deputato di Rifondazione comunista e giornalista. Nel libro che si dedica ai «parassiti di stato, pensionati di lusso e politici che non mancano mai» si evidenzia come i frequenti inviti al rigore di Draghi stonino un po’ con la sua condizione reddituale. Soprattutto in tema di pensioni, di nuovo nel mirino dei rigoristi con i soldi degli altri. Draghi, infatti, nonostante abbia chiesto già in passato di innalzare l’età di pensionamento, dal giugno del 2006 percepisce una pensione Inpdap come dirigente della pubblica amministrazione. Nel 2006 Draghi, essendo nato nel 1947, aveva 59 anni. L’importo del suo assegno pensionistico, ricostruisce Cannavò, è di 14.843,56 euro mensili lordi, pari a 8.614,68 euro netti. E non è l’unico, il governatore, tra quanti in questi giorni si stanno dando da fare per ridurre il deficit pubblico, senza guardare però al surplus privato. Pensionato a 59 anni è anche il ministro Brunetta che dal dicembre 2009 percepisce 4.351,07 euro mensili lordi per i suoi anni di insegnamento universitario. Un po’ di più, 5.714,42 euro lordi mensili, spetta al senatore Mario Baldassari, l’economista finiano. Che in più, si legge in «Altre sanguisughe», riceve anche una pensione di reversibilità.
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Un commento

  • Sanprecario

    Questa vergona è l’ulteriore conferma che per i nostri governanti i sacrifici li devono fare sempre i soliti noti. I lavoratori e la gente povera.Mentre per i potenti (padroni, riccastri, mafiosi, ecc,) vengono garantiti privilegi e prebende varie.Quello che mi fa incazzare è che la gente sembra ammutolita. Forse perchè manca una alternativa credibile?Sanprecario

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