Disoccupazione, neoliberismo e precarietà

L’Italia detiene il record di disoccupazione giovanile ma il governo è troppo impegnato nell’attacco alle pensioni per accorgersi che le sue politiche neoliberislte oltre a non risolvere i problemi strutturali dell’Italia sono la causa principale della disoccupazione giovanile.
Secondo Confartigianato deteniamo il record negativo in Europa con oltre 1.200.000 disoccupati con meno di 35 anni (il 15,9% del totale) mentre per i giovani quelli fino a 24 anni uno su 3 è senza lavoro, con un tasso di disoccupazione al 29,6% contro il 21% della media Europea.
Questi i crudi dati su cui forse vale la pena che ognuno di noi faccia qualche analisi più approfondita che vada oltre i luoghi comuni.
Vi ricordate gli elogi, spesso bipartisan, al totem della flessibilità resa strutturale con la legge 30, indicata come la soluzione di tutti i problemi dell’occupazione giovanile.
Ma la realtà si è incaricata di dimostrare e i dati sulla disoccupazione giovanile ne sono la conferma che: Lavoro atipico, interinale, a chiamata, a termine, a tempo parziale, in compartecipazione, a partite iva, contratti di inserimento, in sostituzione, co.co.pro, vaucher, stage, ecc non hanno aumentato l’occupazione ma solo la precarietà generale e le forme di ricatto a cui sono sottoposti i giovani.
Da anni, inascoltati, abbiamo sostenuto che la flessibilità non avrebbe creato nessun posto di lavoro aggiuntivo ma avrebbe generato solo precarietà e diluizione del lavoro: la stessa quantità di lavoro, nel migliore dei casi, è stata divisa tra più lavoratori con costi minori per le imprese.
Anche se in Trentino i livelli di disoccupazione giovanili sono fra i più bassi d’Italia questo, a mio avviso, non può nascondere una realtà. Anche nella nostra ricca provincia la maggior parte delle assunzioni (80%) avvengono con contratti di collaborazione o a termine, mentre il ricorso al lavoro interinale segna una delle più alte percentuali a livello nazionale ed è sempre più difficile trovare lavoro a tempo indeterminato.
Una precarietà che secondo una ricerca dell’Eurispes si fa strutturale nella misura del 67,8 % dei lavoratori intervistati. creando una situazione di precarietà permanente che rischia di seguirti per tutta l’esistenza.
L’ubriacatura sulle doti miracolose della flessibilità nei fatti ha permesso di nascondere un altro aspetto della precarietà. Quello del lavoro nero e sottopagato, che stando ai dati Inps e della Guardia di finanza sono in crescita in quanto trovano sempre nuova linfa nella disarticolazione delle regole del mercato del lavoro.
In merito al lavoro sottopagato leggo oggi sul giornale che, abbagliato dalla deregulation il Comune, tramite l’assessore alle politiche giovanile, da lavoro a dei giovani con una paga di 3,75 euro all’ora. Una paga che è abbondantemente sotto la più bassa retribuzione minima dei contratti nazionali, in spregio all’articolo 36 della Costituzione che recita

“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.”.

Ma se anche il Comune offre lavoro sottopagato, in violazione della Costituzione, quale segnale può arrivare ai nostri giovani in materia di rispetto delle regole e delle leggi??
Anziché aggredire le forme di precarietà e di lavoro nero e sottopagato, il governo all’interno della macelleria sociale chiamata manovra, punta a smantellare i diritti sul lavoro , aggirare l’articolo 18 e tagliare le pensioni.
“Per dare un futuro ai giovani” dice Alfano segretario del PDL .
Ora io credo che l’unico modo per aiutare i giovani a costruirsi un futuro dignitoso – compresa una pensione pubblica decente – è quella di abrogare le norme che ti obbligano alla precarietà a vita fatta di contratti a termine, co.co.pro, interinali, somministrati etc., liberarli dal ricatto del lavoro nero attraverso un “reddito minimo garantito” per riconquistare forme reali di garanzie per il futuro senza subire le perverse logiche della finanza globale.

Ezio Casagranda

Trento, 25 agosto 2011

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Un commento

  • Anonimo

    Grazie Ezio per le informazioni che mi hai mandato e anchre grazie per la tua immancabile lucidita nel spiegare quello che "tutti gli altri non dicono".Da mesi per non dire anni a spiegare che non si trattava di un "brutto contratto" e che al prossimo avremmo recuperato quello che avevamo perso in precedenza.NON E' PIU' COSI L?ATTACCO PORTATO DA MARCHIONNE E POI DAL "CONIGLIO" SACCONI CI RIPORTA AD UNA SITUAZIONE DOVE DIRITTI NON CE NE SONO PIU',DOVE NON PUOI PIU'RECUPERARE NIENTE ANZI SE NON "RECUPERI PRODUTTIVITA" TI MANDANO A CASA!!!!CIOA e a PRESTO COME SEMPRE FIANCO A FIANCO!!!

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