Contratto del Commercio e la finta democrazia

commercioCgil Cisl, Uil e Ugl hanno scambiato i diritti dei lavoratori per un posto negli enti bilaterali.
Per questo le assemblee si fanno in questi giorni, dopo la firma e sono solo informative. Per loro democrazia, voto dei lavoratori sono orpelli e strumenti superati: Loro sono il “verbo” e quindi non hanno bisogno di ascoltare chi lavora o chi deve subire i danni della loro firma. 

La vita di più di 3 milioni di donne e di uomini del commercio dal primo di aprile è cambiata in peggio. Già dai prossimi saldi, dalle prossime festività saranno ancor più precari, ancor più ricattabili, ancor più alla mercé di imprenditori senza scrupoli; traditi da chi li doveva rappresentare: da quei sindacati che hanno firmato il peggiore dei contratti possibili.
Flessibilità dell’orario: Con 5 milioni di disoccupati questo accordo, in barba alla solidarietà, aumenta l’orario di lavoro consentendo all’impresa di obbligarti a lavorare 44 ore settimanali per 16 settimane sancendo il DOMINIO dell’azienda sull’orario di lavoro. Ma non contenti hanno previsto che, se 16 settimane sono poche a livello aziendale, questa flessibilità potrà essere aumentata a 48 ore per 24 settimane in un anno.
Malattia e lavoro domenicale: Il mancato pagamento dei primi tre giorni di malattia e l’obbligatorietà delle domeniche lavorative restano inalterati e quindi le questioni più sentite e sofferte dalle lavoratrici e dai lavoratori sono sacrificate sull’altare della “governance” per gli Enti Bilaterali.
Questo in barba al fatto che il lavoro nei giorni festivi stia azzerando di fatto i tempi di vita e di cura della famiglia. Salario: L’aumento contrattuale è a dir poco ridicolo.
Parliamo di miseri 85 euro medi lordi (rispetto ai 130 euro richiesti) per un IV livello ed erogato in 5 tranches spalmate in ben 3 anni. Jobs Act:
Il nuovo contratto prevede che lavoratori disoccupati o con reddito inferiore al minimo possano essere assunti a termine per un anno con 2 livelli inferiori per i primi 6 e con un livello per i restanti 6 in perfetta continuità con il Jobs Act di Renzi e Poletti, i quali ringraziano.
Non solo, ma si peggiora anche l’Istituto dell’apprendistato, dove la percentuale di conferma passa dall’80% al 20% e si prevede che nelle località turistiche – ed in Italia poche sono le località che non rientrano in questa fattispecie – sparisce del tutto la limitazione quantitativa all’uso di contratti a tempo determinato.
Tempo Parziale: Nessun nuovo diritto per questi lavoratori e lavoratrici, ma al contrario si da all’azienda la possibilità di stipulare contratti della durata di 8 ore settimanali (il vecchio CCNL ne prevedeva 16). Un salario da fame per lavoratori che risulteranno allo stesso tempo “occupati” per i proclami del duo Renzi-Poletti e poveri per l’ISTAT. Concludiamo questa breve analisi con una riflessione amara.
Leggendo il testo del rinnovo del CCNL Commercio, emerge chiaramente un’enorme attenzione di Cgil Cisl e Uil alle vere fonti economiche che sorreggono le burocrazie dei sindacati confederali (enti bilaterali, fondi integrativi, ecc).
Soldi dei lavoratori e delle imprese che arrivano alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto e che rappresentano più della metà delle entrate di queste organizzazioni sindacali.
E questo spiega il perché Cgil Cisl e Uil siano poco interessate al consenso dei lavoratori e molto legate al consociativismo negli enti bilaterali.
USB e SBM già da oggi, con determinazione, lotteranno affinché i milioni di donne e uomini del commercio prendano voce, abbiano una rappresentanza vera e impongano alle controparti il proprio punto di vista.

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