Autonomia e diritti dei lavoratori

La disdetta unilaterale del contratto integrativo provinciale del settore del terziario, della distribuzione e dei servizi da parte dell’Unione Commercio nella parte che prevede l’integrazione della retribuzione ai lavoratori che si assentano per malattia per un periodo compreso tra quattro e venti giorni è un’offesa alla dignità delle persone.
I lavoratori del settore, che notoriamente sono scansafatiche e che non sono assolutamente ricattabili dai propri capi, non possono più avere il diritto di ammalarsi.
La malattia diventa non solo una debilitazione psicofisica ma anche una sanzione ed è giusto per il Presidente dell’associazione datoriale Bort tagliare gli stipendi.
Se poi una persona è malata sono problemi suoi, importante è non intaccare le casse delle aziende. Non saranno più i medici d’ora in poi a decidere se un lavoratore è malato o no ma i datori di lavoro.
Non bastano la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi, lo spezzettamento degli orari di lavoro del personale, gli straordinari diventati ordinari, la distruzione dell’art. 18, le domeniche passate a lavorare, la propria famiglia sacrificata al profitto del padrone.
No, vogliono ancora di più e lo giustificano con la vergognosa motivazione di far risparmiare soldi alle casse pubbliche, cioè non pagando chi si ammala si salva lo stato dalla bancarotta.
E poi, apriti cielo, il pagamento dell’integrazione della malattia è un privilegio tutto trentino perché il contratto nazionale di lavoro è peggiore.
E’ proprio un modo strano di pensare l’autonomia quello che hanno i presunti dirigenti dell’economia trentina: si corre a Roma per chiedere di salvare le società pubbliche dove sono molte volte parcheggiati gli amici degli amici; gli industriali ed i commercianti bussano ogni giorno alla porta di mamma Provincia per avere denaro pubblico da investire e poi vogliono perfino i soldi delle pensioni complementari; la cooperazione si candida a sostituire il settore pubblico nell’erogazione dei servizi privatizzando il diritto ad usufruirne, ovviamente dietro la garanzia del galantomismo proprio di don Guetti ed ora si lucra perfino sulla salute delle lavoratrici e dei lavoratori.
La vera autonomia delle persone, non quella scritta sulla carta o su una cartina geografica, si realizza innanzitutto prendendo collettivamente coscienza che non possiamo più continuare a lasciarci sfruttare da pochi sfruttatori; le ricette che i Dellai, i Bort, gli Schelfi e l’imprenditoria di turno pongono sono solo funzionali a mantenere il controllo dell’economia e quindi della vita delle persone, a Trento come in qualunque altra parte del globo.

Mirko Sighel
Segretario circolo Vallagarina Partito della Rifondazione comunista

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