Assillo: Quando il dito indica la luna…

itea2E’ proprio vero: “quando il dito indica la luna gli imbecilli guardano il dito”.
La “città” plaude allo sgombero della palazzina ITEA occupata dagli anarchici in Pio X a Trento, il Sindaco parla di “ripristino della legalità”, il centro destra propone la convocazione permanete del “comitato per l’ordine e la sicurezza”………..
Intanto però il problema vero sollevato da quella occupazione, quello della casa a Trento, delle migliaia di famiglie in graduatoria ITEA nonostante la creazione di un coefficiente ICEF che occulta parte consistente della domanda pubblica di alloggi, delle centinaia di migranti -profughi o no- che vivono in case abbandonate, in appartamenti sovraffollati, nei garage e nelle cantine dei condomini, resta nel dimenticatoio. Come nel dimenticatoio, o, se sembra più “politicaly correct”, sotto il tappeto, finisca anche la vergogna della inesistenza di una politica pubblica per le abitazioni, assieme al tanto decantato “piano casa provinciale” che avrebbe dovuto darci circa 8000 alloggi ITEA o a canone moderato negli ultimi 10 anni e che invece è miseramente fallito realizzando nemmeno la metà dei suoi obiettivi,
Ed ancora si parla di legalità ripristinata quando le politiche pubbliche fanno finta di dimenticarsi che su circa 12000 alloggi ITEA (costruiti cioè con i soldi dei lavoratori per rispondere alla domanda abitativa dei lavoratori e dei ceti meno abbienti) più di 1200 sono sfitti (in molti casi da anni!) ed in attesa di essere ristrutturati e che per farlo “mancano i soldi” (sic!) quando invece i finanziamenti si trovano per decine di altre cose. Bastino per tutti i 62 milioni di euro che stanno per essere elargiti ai proprietari degli impianti di risalita (a quote collinari) che ,per dirla con Alex Zanotelli, in piena epoca di surriscaldamento del pianeta sono un non senso o meglio una redistribuzione del reddito fatta alla rovescia, che finanzia speculazione immobiliare e dissesto ambientale.
La sola ristrutturazione del patrimonio edilizio ITEA oggi sfitto (1200 alloggi ) e di quello pubblico inutilizzato (decine di stabili vuoti ed in abbandono solo a Trento) darebbe una concretissima risposta a parte importante della domanda abitativa pubblica (più di 4000 domande sull’ intero territorio provinciale) e sarebbe in grado di riattivare in funzione non speculativa l’intero comparto edilizio provinciale oggi fortemente in crisi e disastrato.
E’ facile capire poi che a beneficiarne sarebbe non solo la povera gente che da anni attende concrete politiche abitative pubbliche ma anche la piccola e piccolissima impresa locale e l’artigianato che nel quadro di quelle ristrutturazioni troverebbe conforto economico e lavorativo. Inoltre a beneficiarne sarebbe il territorio, sottoposto in questi anni ad un enorme attacco in termini di cementificazione, pur in presenza di quantità edilizie sufficienti a dare risposta abitativa di qualità alla intera domanda abitativa.
Il fatto che di questo nessuno parli la dice lunga sul reale radicamento sociale delle forze politiche, purtroppo anche della sinistra ed è plastica testimonianza del fatto che quasi sempre bisogni e desideri dei lavoratori, dei ceti meno abbienti, degli ultimi non hanno oggi rappresentazione politica , ne seria rappresentazione sociale.
Far prevalere la legalità su questi bisogni è come utilizzare benzina anziché acqua per spegnere gli incendi.

Elio Bonfanti Sinistra Lavoro Punto Rosso Trento

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