APE: toglie ai pensionati, ingrassa le banche

confindustria2Vergognoso l’atteggiamento subalterno e servile di Cgil Cisl e Uil in materia di pensioni. E’ bastato che il Governo, in difficoltà, chiamasse al tavolo i tre sindacati che questi si sono immediatamente resi disponibili a firmare una vera porcheria contro i lavoratori già colpiti dalla riforma Fornero.
Se contro la riforma Fornero, scritta e imposta dalla troika, Cgil Cisl e Uiil hanno organizzato ben 3 ore di sciopero oggi, dopo due anni di dieta, pur di sedersi al tavolo del governo non esitano a firmare una proposta di riforma che penalizza chi lavora per foraggiare le banche.
In fatti il prestito previsto dall’APE (Anticipo Età Pensionabile) dovrà essere fatto con le banche, pagare gli interessi per 20 anni oltre ad un taglio della pensione fino al 15%
Dopo aver lasciato passare senza alcuna reazione la riforma Fornero, accettato senza alcuna mobilitazione o sciopero, il Jobs Act che ha reso precario ogni tipo di contratto, CGIL CISL e UIL si sono seduti al tavolo con il governo per dare un ulteriore colpo alla previdenza pubblica con una ulteriore colpo di mannaia per i lavoratori senza modificare minimamente l’impianto dell’attuale legge.
Se la legge Fornero ha reso impossibile andare in pensione in età adeguata, ora, con l’APE puoi andarci accendendo un prestito ventennale con banche e assicurazioni.
Il prestito, infatti, dovrà essere rateizzato fino a 20 anni con un taglio massimo della pensione fino al 15%, vale a dire che nell’arco di un anno di godimento della pensione si perderanno due mensilità.
Per addolcire la pillola ci sono le detrazioni sulle rate, ma il tranello è che il montante su cui calcolare la pensione rimane fermo al momento della domanda di anticipazione mentre i coefficienti di trasformazione saranno quelli in vigore alla maturazione della pensione di vecchiaia.
Altro che niente penalizzazione!
Si tratta di un vero e proprio taglio sempre sulle spalle dei lavoratori.
Cgil Cisl e Uil hanno fatto in grande quello che in Trentino si è fatto sul progettone. Riduzione del salario e della pensione per non incidere sui bilanci.
Sulla riforma Fornero abbiamo assistito ad un silenzio assordante della triplice, ora si assiste ad una firma che “modifica” a favore di banche e assicurazioni le modalità e i tempi di pagamento della pensione mentre resta immutato l’impianto: cioè i 67 anni ed il sistema contributivo.
Non solo ma questo “accordo” non affronta minimamente il problema delle pensioni dei giovani che tutte le riforme, a partire dagli anni novanta ad oggi, hanno demolito fino a a quasi cancellarle.
La necessità di una grande mobilitazione sociale a difesa del diritto alla pensione e al lavoro dignitoso è sicuramente non più rinviabile.
USB ha indetto per il 23 settembre prossimo lo sciopero generale, per rivendicare:

  • occupazione stabile e dignitosa;
  • per cancellare la Legge Fornero ed il sistema contributivo;
  • per tornare alla possibilità di pensionamento a 60 anni di età anagrafica o 40 anni di contributi;
  • per una società che riconquisti i propri diritti civili e sociali contro le privatizzazione dei beni comuni e dello stato sociale.

Costruiamo la mobilitazione con l’unico sindacato alternativo ai padroni, prepariamoci allo Sciopero Generale.
Ezio Casagranda
USB Trentino

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