Acqua: Referendum, tariffe e trasparenza

Sono trascorsi oltre due anni dal referendum del giugno 2011 dove oltre 27 milioni di Italiani hanno bocciato la gestione privatistica del bene ACQUA e la logica che, su questa risorsa, si potesse trarne profitto.
Infatti con il quesito b) è stata abrogata la norma (art. 154, comma 1, d. lgs. n. 152/2006) che riconosceva “..l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito” e quindi nessuno può trarre profitto dalla gestione dell’acqua e quindi la tariffa non potrà più tenere conto di tale remunerazione, ma solo della copertura dei costi.”
Con questo referendum gli italiani hanno voluto riaffermare l’utilità sociale della gestione pubblica dei servizi rispetto al profitto che può trarne un privato.
Ma purtroppo, la politica ha messo in essere tutta una serie di norme finalizzate a non dare applicazione al risultato referendario e ancora oggi molti comuni sono orientati a dare in gestione il servizio idrico a società di capitale pubblico ma di diritto privatistico aprendo quindi la strada a nuove forme di privatizzazione di un bene comune che gli Italiani hanno detto debba essere pubblico.
In questi giorni la stampa locale riporta due notizie che riaprono il tema del rispetto referendario.
La prima notizia riguarda le dichiarazioni del segretario della Cgil energia, Cerruti, che in occasione dello sciopero per il rinnovo del contratto dei dipendenti di Dolomiti energia spezza una lancia verso lo status quo – “..Spesa senza senso – afferma Mario Cerruti della Filctem – perché andrà a privare il Comune di dividendi che finora hanno portato in pareggio il bilancio e … oltre ad essere una spesa inutile, potrebbe mettere a rischio anche i lavoratori..”.(TRENTINO 18-12-13) – invitando il comune a lasciare le cose come stanno stracciando così la volontà del 68% dei Trentini che hanno votato SI ai due referendum.
E’ grave che sia proprio da parte della Filctem Cgil si cerchi di cancellare un voto referendario non solo con argomentazioni discutibili, come i dividendi di Dolomiti energia, ma strumentalizzando anche i futuro dei lavoratori facendo trapelare che un eventuale gestione pubblica del servizio idrico metterebbe “a rischio il futuro dei lavoratori”.
Una posizione che dimostra come da anni una parte consistente del sindacato confederale abbia rinunciato ad essere strumento di cambiamento e di miglioramento delle condizioni sociali e lavorative di quanti pretende di rappresentare.
Il comitato acqua bene comune, l’esperienza di Napoli ma anche quella dell’80% dei comuni trentini dimostrano che una gestione diretta del pubblico non solo è rispettosa del referendum del 11 e 12 giugno 2011 ma è anche competitiva.
Infatti le spa in-house oltre a riproporre ancora una volta le logiche di profitto non rispondono ai 300.000 trentini che hanno chiesto che l’acqua debba essere a gestione totalmente pubblica.
Ma questo non sembra preoccupare il segretario della Filctem non sembra interessare, l’importante è non disturbare chi vuole continuare a fare profitto con una gestione privatistica dei beni comuni.
La seconda, anch’essa legata al referendum, riguarda la trasparenza nelle tariffe per dare al cittadino uno strumento di conoscenza dei costi del servizio.
E’ di oggi la notizia che per l’acqua, a partire dal 2014, si pagherà 16 euro in più a famiglia per il servizio di acquedotto, di fognatura e di depurazione.
Le motivazioni riportare dalla stampa sono generiche “costi del personale…. e costi per la rimozione dell’arsenico dall’acqua potabile ..” e quindi non possiamo sapere se dentro questi aumenti ci sta anche “la remunerazione del capitale” abrogata dal referendum del 2011.
Ho cercato sul sito di Dolomiti energia se esisteva un prospetto dettagliato di questi costi ma non ho trovato riscontri, alla faccia della trasparenza e del diritto del cittadino di conoscere la composizione delle voci della bolletta che è chiamato a pagare.
Nulla di tutto questo e nonostante che Dolomiti Energia sia a maggioranza pubblica ai cittadini non è dato a sapere dettagliatamente il perché degli aumenti in tariffa.
Forse in Trentino abbiamo l’Autonomia ma stando a queste notizie non abbiamo il rispetto del voto referendario e la trasparenza delle tariffe.
Ezio Casagranda

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2 commenti

  • Guido

    Inviate questo intervento al compagno Cerrutti della CGIL, noto difensore della attuale Dolomiti Energia, chissà che non riveda la sua posizione.
    Guido

  • franco tessadri

    Colgo nello scritto di Ezio una frase che merita una seria riflessione e precisamente quando scrive :”…parte consistente del sindacato ha rinunciato ad essere strumento di cambiamento e di miglioramento….” Purtroppo il sindacato è molto più occupato ad inseguire le emergenze del momento, che vanno indubbiamente affrontate, ma è necessario anche che trovi il tempo ( e/o la volontà) per analizzare più profondamente la società e la programmazione politica. Con tutto il rispetto per chi opera nel sindacato mi permetto comunque di evidenziare che le dichiarazioni del segretario della FILCTEM, lette e sentite dai mass-media, mettono in risalto questa, spero momentanea, lacuna.
    Franco Tessadri

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